Cerignola e il nero di Troia: quattro cantine da scoprire

Un tour enogastronomico nella Capitanata alla scoperta delle giovani e interessanti aziende vitivinicole di Cerignola (FG)

In origine la provincia di Foggia si chiamava Daunia in onore di Dauno, mitico figlio del re dell’Arcadia Licaone che sbarcato sulle coste pugliesi entrò in guerra con i Messapi occupando i territori a nord della regione.

Oggi la chiamano anche Capitanata, termine medievale con cui si indicava la zona sottoposta al comando del Catapano che per i bizantini era la massima autorità civile e militare e istituita formalmente solo nel 1806.

Il foggiano a sua volta si divide tra i comuni dei Monti Dauni, del Gargano e del Tavoliere delle Puglie; di quest’ultimo fa parte l’agro di Cerignola, terra ricchissima tra i fiumi Ofanto e Carapelle.

Cerignola murale Giuseppe Di Vittorio
Uno scorcio di Cerignola (FG) con il murale dedicato a Giuseppe Di Vittorio e sullo sfondo il Duomo Tonti

Nel suo toponimo c’è Cerere, dea delle messi e della fertilità: Cerignola è infatti vocata da sempre all’agricoltura, alla coltivazione dell’ulivo e della vite.

A proposito di viticoltura, il protagonista indiscusso è il nero di Troia o familiarmente l’uva di Troia, storico vitigno autoctono a bacca nera tra i più grandi e caratteristici di tutta la regione.

Cerignola nero di Troia

Nonostante sia un’uva un po’ ‘bizzosa’ ed esigente, il nero di Troia possiede indiscusse potenzialità che esprime bene nel tempo e attraverso tutte le sue variabili territoriali; le sue origini sono ancora poco chiare.

C’è chi pensa che sia giunto qui all’epoca di Dauno con Diomede dalla città di Troia in Asia minore[1] oppure che il nome sia legato alla città albanese di Kruja[2] o addirittura dalla regione vitivinicola spagnola della Rioja.

Quest’ultima ipotesi si riferisce al periodo di dominazione degli Spagnoli in Puglia sotto il Governatorato della giurisdizione di Troia di Don Alfonso D’Avalos iniziato nel 1745.

Don Alfonso, infatti, decise di impiantare su queste terre soprattutto vigneti e, in particolare, una vite originaria del suo paese; da questa otteneva un vino prestigioso che in poco tempo diventò noto come Nero di Troia.

È coltivato lungo la costa pugliese nella provincia di Bari e di Foggia e nella zona di Barletta; del nero di Troia esistono due biotipi, uno a bacca grande detto ‘ruvese’ e l’altro a bacca piccola chiamato ‘canosina’.

Un vitigno antico, misterioso e affascinante; in passato il nero di Troia era utilizzato principalmente come uva da taglio per via della sua struttura ma oggi, fortunatamente, è stato rilanciato e valorizzato.

A Cerignola è infatti sovrana in tutte le vigne e fiore all’occhiello delle aziende che lo vinificano.

Ecco quattro cantine cerignolane da cui partire per un interessante tour enogastronomico.

  1. Caiaffa Vini

Viticoltori da generazioni, la famiglia Caiaffa lavora le proprie terre in completa sinergia con la natura.

L’azienda concilia l’innovazione tecnologica con la tradizione, stando molto attenta alla sostenibilità ambientale; coltiva il fiano, il negramaro, il primitivo e il nero di Troia in regime biologico.

Caiaffa Vini Cerignola
La cantina Caiaffa a Cerignola (FG)

Sono banditi gli insetticidi e i pesticidi affinché flora e fauna prosperino; non a caso su alcune delle loro belle etichette campeggiano gli insetti, simbolo di equilibrio e salubrità della terra.

Producono nove vini tra bianchi, rosati e rossi e anche due spumanti brut charmat lungo, uno da 100% fiano, il Myria, e il Rosè da nero di Troia. Ci sono poi i vini di punta come il Vibrans e il Lampyris.

Caiaffa Vini Cerignola
Il Vibrans di Caiaffa Vini

Sono due nero di Troia in purezza: il primo affina in botti di rovere da 25 hl sulle proprie fecce per 12-18 mesi;

l’altro riposa per il 50% in barrique da 225 litri e per l’altro 50% in botti di rovere da 25/50 hl sulle proprie fecce per ben 24 mesi.

Caiaffa Vini

Caiaffa Viniwww.caiaffavini.it

Azienda agricola Le Torri s.r.l. – Via Dei Gerani 2, 71042 Cerignola (FG)

Stabilimento S.V. Le Torri 71042 Cerignola (FG)

Tel. +39 329 344 9555

Mail: info@caiaffavini.it

  1. Mandwinery

Due fratelli e un amico enologo: ecco chi c’è dietro alla giovanissima realtà vitivinicola cerignolana di Mandwinery.

Vito e Michela Manduano assieme a Giuseppe Colopi hanno intrapreso da poco questo percorso, decisi a portare avanti le proprie storie di famiglia legate da sempre al mondo del vino.

Amanti della loro terra e mossi dai valori con cui sono cresciuti, si stanno dedicando alla produzione di vini che rispecchiano il territorio e la tradizione ma che guardano verso nuovi orizzonti.

La filosofia della cantina recita infatti “In un grappolo la visione del vino che verrà“: attualmente tre le loro etichette, un bianco, un rosato e un rosso.

Il Maarì è uno chardonnay 100% mentre il Bisciù un rosé da nero di Troia in purezza; il prodotto su cui si sono impegnati maggiormente è l’Ottantadì.

Mandwinery Cerignola
I vini di Mandwinery

Quest’ultimo segue un lavoro minuzioso: dopo la vendemmia manuale, il 30% dell’uva viene refrigerata alla temperatura di 0°C, mentre il restante 70% è sottoposto ad un leggero appassimento.

Un vino, una promessa.

Mandwinerywww.mandwinery.it

Società Agricola Manduano S.r.l. – Via Michele D’Emilio, 14, 71042 Cerignola (FG)

Mail: soc.agricolamanduano@softpec.it

 

  1. Michele Biancardi – cantine e vigne daune

In una masseria affacciata sui vigneti e immersa nelle campagne di Cerignola, la cantina di Michele Biancardi lavora i frutti di questa terra, uno spazio silenzioso in cui la natura sussurra storie antiche.

I vini di Michele raccolgono una grande eredità, quella dei suoi familiari ma anche di un grande passato che ha visto protagonisti gli abitanti di questi luoghi suggestivi.

I suoi prodotti vogliono essere genuini proprio come quelli di una volta ma qualitativamente alti grazie alla modernità della tecnologia.

Michele coltiva il fiano, il minutolo, il nero di Troia, il primitivo e produce sette etichette di cui quattro rossi, un rosato e due bianchi; dal minutolo nasce L’Insolito, deliziosamente aromatico e fresco.

L'insolito Michele Biancardi Cerignola
L’Insolito di Michele Biancardi da minutolo 100%

Nella barricaia della cantina alcuni rossi riposano nel legno e nella terracotta in attesa di mostrare nei calici la loro corposità e il loro spirito autentico.

Michele Biancardi cantine e vigne daune
La barricaia della cantina di Michele Biancardi

Ci sono Anima di Nero e Mille Ceppi, entrambi da nero di Troia in purezza; Anima di Nero affina in tini di rovere da 20 hl per 14 mesi e Mille Ceppi 8 mesi in anfora.

Mille ceppi Michele Biancardi Cerignola
Mille Ceppi, rosso da uve di nero Troia affinato in anfora

Michele Biancardi – cantine e vigne daunewww.michelebiancardi.it

Strada Provinciale 68 km 3,200, Autostrada Adriatica, 71042 Cerignola (FG)

Tel. +39 3394912659

Mail: info@michelebiancardi.it

  1. Antica Enotria

Tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso la famiglia di Raffaele Di Tuccio realizzò un sogno, quello di aprire un’azienda agricola che si chiamerà Antica Enotria.

Un’oasi di pace immersa nel verde e una masseria del 1700 ristrutturata; oggi Luigi Di Tuccio assieme sua moglie Valentina conducono in regime biologico 40 ettari di vigna, ulivi e ortaggi.

Con questi producono sott’oli, pomodori, sughi pronti, olio e vino; e proprio il vino è diventato simbolo della passione per questo lavoro e dell’amore per la natura.

Cantina Antica Enotria Cerignola
La bottaia di Antica Enotria

Un terroir unico che regala caratteri peculiari alle uve di fiano, falanghina, nero di Troia, primitivo e negramaro; da queste nascono bianchi, rossi e un rosato di grande personalità, freschi e longevi.

Ognuna delle 13 etichette della cantina Antica Enotria è figlia di questo territorio ancora poco conosciuto ma che ha davvero tanto da raccontare.

Come l’elegante Fiano in purezza che matura in acciaio per 6 mesi, rimanendo a contatto in batonnage sulle fecce nobili o la sapida e minerale Falanghina che fa 5 mesi d’acciaio allo stesso modo.

Fiano Antica Enotria
Il Fiano di Antica Enotria

O come Il sale della Terra, un nero di Troia in purezza che affina in botti grandi da 30 hl per 24 mesi e altri 12 in bottiglia.

Il sale della Terra di Antica Enotria
Il sale della Terra di Antica Enotria

Il vino che, come scrive Luigi, “rappresenta più di tutti il forte legame tra la nostra famiglia e la terra”.

Antica Enotriawww.anticaenotria.it

Azienda Agrobiologica

Masseria Contessa Staffa – Sp 65 C.da Risicata, 71042 Cerignola (FG)

Tel. +39 0885 418462

Mail: info@anticaenotria.it

LEGGI ANCHE IL POST SU COSA MANGIARE A CERIGNOLA

 

[1] La leggenda vuole che il mitico eroe greco Diomede, conclusasi la guerra di Troia, navigasse per il mare Adriatico fino a risalire il fiume Ofanto e lì, trovato il luogo ideale, vi ancorasse la nave con delle pietre delle mura della città di Troia che aveva portato con sé come zavorra, utilizzandole come cippi di confine per delimitare il territorio di quelli da quel momento si chiamarono i Campi Diomedei. Sempre la leggenda aggiunge che Diomede aveva portato con sé, come ricordo, quei tralci di vite che, piantati sulle rive dell’Ofanto, dettero origine all’uva di Troia. Fin qui la leggenda che riecheggia anche in lavori di ampelografi (ad es., S. Del Gaudio e L. Ciasca, ‘Principali vitigni da vino coltivati in Italia”, 1960) che descrivono l’Uva di Troia come ‘originaria dell’Asia minore (Troia) e importata dagli antichi Greci in Puglia’ (Fonte: www.italiaatavola.net).
[2] Vernacolarizzato in Troia.
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