Un tour enogastronomico in Calabria: 10 luoghi da vedere e assaporare

Una regione meravigliosa ricca di eccellenze e tutta da scoprire: da nord a sud un breve tour enogastronomico della Calabria in 10 tappe tra bellezze uniche e sapori autentici

Calabria: terra piccante di sole e di mare, ma non solo. Da nord a sud tante sono le sue peculiarità e i suoi tesori nascosti.

Dai fasti dell’epoca magnogreca fino ai giorni nostri, la Calabria offre ai suoi visitatori storia, archeologia, natura, arte, tradizioni, folklore ed enogastronomia.

Una regione che è un ventaglio di cultura e che possiede ottimi vini e cibi eccezionali. La maggior parte di queste prelibatezze sono quasi del tutto sconosciute, anche ai calabresi stessi.

Venire in Calabria vuol dire fare un’esperienza a 360 gradi: ecco 10 tappe per un piccolo tour enogastronomico che tocca diverse zone della punta dello Stivale, alcune veramente poco note o bistrattate.

 

  1. Civita – Cs (LEGGI IL POST CORRELATO)

Borgo del Parco Nazionale del Pollino in provincia di Cosenza, Civita è molto conosciuto per il suo lato naturalistico e paesaggistico.

La roccia del Pollino che abbraccia Civita (Cs)

Lo abbraccia il massiccio del Pollino da una parte e il Mar Ionio dall’altra: famoso per le Gole del Raganello, il Ponte del Diavolo e le particolari case kodra, questo paesino è considerato il centro della cultura arbëreshë.

Le case kodra di Civita (Cs)

Qui troverete ospitalità, tradizioni e artigianalità; non scordate di assaggiare le mandorle locali e il latte di mandorla, di mangiare la shėtridhėla e la dromėsat (o dromse), ovvero la loro pasta tipica, e gustare i prosciutti mammuth di montagna presso i ristorantini tipici del paese (LEGGI IL POST SUI MAMMUTH DEL POLLINO).

La shėtridhėla

 

  1. Saracena – Cs

Nel panorama enologico nazionale il Moscato al governo di Saracena (LEGGI IL POST CORRELATO) è una rarità che merita di essere conosciuta.

Il Moscato di Saracena

Un paese ricco di storia con un suggestivo centro storico fatto di dedali di viuzze in pietra che degrada verso la valle del fiume Garga, aggrappato alla roccia dei monti del Pollino.

Saracena borgo notturno
Il borgo di Saracena (Cs), notturno – Credits: FrShoots by Frdigitalsolution

Saracena è anche arte: qui, infatti, è conservata un’interessantissima copia dell’affresco del Cenacolo di Leonardo Da Vinci, all’interno dell’ex convento dei Cappuccini, ribattezzato proprio ‘Ultima Cena calabrese’.

Saracena Ultima Cena calabrese
L’affresco raffigurante l’Ultima Cena di Leonardo che si trova nell’ex convento dei Cappuccini a Saracena (Cs)

VISITA IL CONVENTO DEI CAPPUCCINI CON IL VIRTUAL TOUR

Oltre che per il Moscato, Saracena è famoso per il suo patrono, San Leone, al quale ogni anno si dedica una particolare festa che richiama visitatori da diverse parti della Calabria (LEGGI IL POST CORRELATO).

Il culto di San Leone vescovo a Saracena (Cs)
Il culto di San Leone vescovo a Saracena (Cs)

Qui col Moscato si fanno i cannaricoli, dolci natalizi (LEGGI IL POST CORRELATO), ma non mancano le bontà gastronomiche di una cucina tipica improntata su materie prime di qualità e ricette della tradizione contadina.

I Cannaricoli
Cannaricoli al Moscato Passito di Saracena
  1. Lungro – Cs

Famosa per essere la sede dell’Eparchia Bizantina, ovvero la capitale religiosa degli italo-albanesi continentali, Lungro è definita anche Città del Risorgimento per via della presenza della Carboneria già nel 1820 e per l’attiva partecipazione dei giovani lungresi ai moti insurrezionali contro il governo borbonico.

E’ un altro borgo arbëreshë ricco di bellezze architettoniche e storico-culturali come la bellissima cattedrale di San Nicola di Mira o la famosa salina.

Lungro Cattedrale di San Nicola di Mira
Lungro (Cs), la splendida Cattedrale di San Nicola di Mira

Questa miniera di salgemma rimase attiva fino al 1978 ed ha rappresentato per secoli una enorme ricchezza per il territorio poiché il sale veniva esportato non solo in Calabria ma in tutta Italia e anche in Europa.

A Lungro poi la cultura si apre su più fronti grazie ad attività come quelle della poliedrica artista Anna Stratigò.

Anna canta, balla, suona e cucina; presso la Casa Museo del Risorgimento dove abita attualmente troverete ospitalità nel suo b&b mentre vi racconterà storie passate e incanterà con la sua musica.

Poi se passate da qui non potrete non condividere con lei il mate, il cui rito a Lungro si tramanda da generazioni e che per questa comunità rappresenta un momento di condivisione e socializzazione.

Lungro e il mate
La tradizione del mate a Lungro (Cs)

LEGGI IL POST CORRELATO SU LUNGRO E IL MATE

 

  1. Cosenza

Capitale dei Bruzi, Cosenza è davvero bellissima: conserva un centro storico molto suggestivo e vale la pena visitarla anche solo per il suo antichissimo Duomo in stile romanico costruito nell’XI secolo, per il suo Corso Telesio, per l’imponente castello normanno-svevo che svetta da Colle Pancrazio o per l’elegante teatro ottocentesco che si trova in Piazza XV Marzo dedicato al pianista Alfonso Rendano.

Duomo di Cosenza
Il bellissimo Duomo di Cosenza dell’XI secolo
Teatro Alfonso Rendano e il Castello normanno-svevo di Cosenza
Il Teatro Alfonso Rendano e sullo sfondo il Castello normanno-svevo di Cosenza

Proprio su Corso Telesio si trova lo storico bar della città, il Gran Caffè Renzelli, custode di un’antica ricetta della tradizione inventata dalle monache Carmelitane Scalze secoli or sono.

Si chiama varchiglia alla monacale ed è un dolcetto delizioso che necessita ben più di un assaggio.

Varchiglia alla monacale ripieno
Il goloso ripieno della varchiglia alla monacale

Nell’areale di Cosenza si fanno inoltre ottimi vini; qualche anno fa è stata istituita la DOP Terre di Cosenza che raccoglie le sue diverse sottozone che si spingono fino al Pollino e alle coste tirreniche della provincia.

Qui il vitigno sovrano è l’autoctono magliocco dolce, fantastica uva a bacca nera dalla quale nascono vini robusti e pieni di personalità.

Magliocco uva
Grappolo di magliocco

LEGGI IL POST CORRELATO SULLA VARCHIGLIA

LEGGI IL POST CORRELATO SUL MAGLIOCCO

 

  1. Catanzaro

Catanzaro è il capoluogo di questa grande regione, una città purtroppo non molto gettonata dai visitatori nonostante abbia una lunga storia, un bellissimo complesso monumentale, un parco della biodiversità dedicato alla flora e fauna tipiche dell’area mediterranea, chiese e chiesette, deliziosi vicoli, una gastronomia unica.

Catanzaro è una di quelle realtà calabresi prese sotto gamba ma che sarebbe giusto scoprire ed apprezzare.

Fontana del Cavatore a Catanzaro
La Fontana del Cavatore, simbolo della città di Catanzaro

Conosciuta come la città delle tre “V” (vento, Vitaliano e velluto), Catanzaro si affaccia su quel Golfo di Squillace, luogo di cultura e bellezza immerso tra i miti e i fasti della Magna Grecia.

E’ situato inoltre sull’istmo più stretto d’Italia che permette di avere, da alcuni punti, una visuale ben definita dei due mari, il Tirreno e lo Ionio.

Catanzaro è davvero ricca di spunti per un bel tour anche enogastronomico e in Calabria è famosa per la sua piccante specialità, il morzello, piatto povero della tradizione che nessun altro sa fare così o meglio di così.

Pitta e morzello
‘U Morzeddhu catanzarisa (Credits: Jamaluca)

Da provare, almeno una volta nella vita.

LEGGI IL POST CORRELATO SUL MORZELLO CATANZARESE

LEGGI IL POST SU COSA VEDERE A CATANZARO: UN VIAGGIO TRA STORIA, NATURA, ARTE E MARE di  Jamaluca.com

 

  1. Lamezia Terme – Cz

Nata dall’unione di tre comuni (Sambiase, Nicastro e Sant’Eufemia) la città di Lamezia Terme si trova tra la Costa dei Feaci sul golfo di Sant’Eufemia, la piana lametina e le zone collinari e montuose dell’Appennino calabro.

Si estende esattamente su quell’istmo che congiunge il Mar Ionio con il Mar Tirreno e il suo nome deriva da Lametos, antico nome del fiume Amato che gli scorre vicino.

Anche i centri storici di Lamezia nascondono piccoli tesori e chicche culturali che si possono “scovare” attraversandoli mentre i resti del Castello normanno-svevo di Nicastro sovrastano imperiosi raccontando di antiche leggende.

Castello di Lamezia Terme
I resti del Castello normanno-svevo di Lamezia Terme (Cz)

Le tracce del passato magno-greco di Lamezia sono ancora visibili nell’area archeologica di Terina e le acque salutari delle sue Terme di Caronte sono conosciute da oltre duemila anni.

Sambiase chiesa dell'Immacolata
Chiesa dell’Immacolata nel centro storico di Sambiase a Lamezia Terme (Cz)

A Lamezia si possono assaggiare bontà artigianali della tradizione come i baci di dama alla calabrese e la muzzunata, la loro deliziosa granita di mandorle, specialità della stagione estiva.

Baci di dama alla calabrese Lamezia Terme
Baci di dama calabresi alla vaniglia e marmellata (Pasticceria Ferrise Dolce di Lamezia Terme)
'A muzzunata, granita alle mandorle tipica di Lamezia Terme (Cz)
La muzzunata di Lamezia Terme (Cz)

LEGGI IL POST CORRELATO SUI BACI DI DAMA ALLA CALABRESE

LEGGI IL POST CORRELATO SULLA MUZZUNATA

 

  1. Belmonte Calabro – Cs

La costa tirrenica cosentina è costellata da piccoli e meravigliosi borghi tra cui quello di Belmonte Calabro (Cs).

Situato su un terrazzo naturale affacciato sul mare tra Amantea e Longobardi (Cs), Belmonte ha un centro storico molto bello fatto di case rimaste immutate nel tempo, di vicoli stretti e tortuosi testimoni di un passato ancora presente.

Panorama da Belmonte Calabro (Cs)
Panorama da Belmonte Calabro (Cs)

Il borgo è stato recentemente rivalutato e valorizzato attraverso la creazione dell’albergo diffuso che è diventato per questo un modello di sviluppo turistico sostenibile del territorio.

Belmonte Calabro (Cs)
I suggestivi vicoli di Belmonte Calabro (Cs)

Gli ospiti a Belmonte hanno la possibilità di entrare in relazione con i residenti, diventandone per un po’ vicini di casa e facendo così un’esperienza diversa dal solito.

Belmonte Calabro (Cs)
Particolari di Belmonte Calabro (Cs)

Belmonte Calabro è anche noto nel mondo della gastronomia per un suo prodotto d’eccellenza che in molti hanno cercato di imitare.

Si tratta del buonissimo Pomodoro di Belmonte, o ‘Pimmaduaru e Bellimunte’, unico in Italia a fregiarsi della De.C.O. e la cui caratteristica non è solo la bontà ma soprattutto la grandezza.

Il Pomodoro di Belmonte De.C.O.
Il Pomodoro di Belmonte, una “bistecca” vegetariana” (Fonte: www.agriturismoitalia.gov.it)

Assaggiatelo condito semplicemente con olio e sale oppure nell’insalata alla belmontese. (LEGGI LA RICETTA NEL POST CORRELATO)

 

  1. Sila Piccola catanzarese – Granaro Village (Sorbo San Basile – Cz)

La Sila e le sue meraviglie: montagne, vallate, boschi e laghi regalano quiete e bellezza racchiusi in un polmone verde di circa 74.000 ettari che assieme danno vita al Parco Nazionale della Sila.

Un tesoro unico da amare e salvaguardare suddiviso tra Sila Grande, Piccola e Greca e che rappresenta per molti una vera oasi di pace e di relax.

La Sila calabrese offre ai suoi visitatori molti spunti per godersi appieno le sue peculiarità: se volete un soggiorno tra natura, divertimento e cultura con ottimo cibo, non perdetevi il Granaro Village nel cuore della Sila Piccola in provincia di Catanzaro.

Parco Hotel Granaro
Il Parco Hotel Granaro a Sorbo San Basile (Cz)

Qui, infatti, è possibile trovare un hotel (Parco Hotel Granaro), un agri-campeggio e persino una casetta sull’albero dove guardare le stelle in sacco a pelo, oltre che Alberolandia, la “città sugli alberi”, dove cimentarsi in percorsi acrobatici fra gli alberi.

Granaro Village è anche pista go-kart, noleggio di attrezzature per il trekking e aree pic-nic; per i più piccoli è stato creato il Parco Didattico Isidoro, dedicato soprattutto alle scuole che vi svolgono laboratori ed escursioni a contatto con la natura.

Granaro Village
Il Granaro Village e le sue attrazioni

C’è poi il lato artistico della struttura grazie al Mabos, il museo del bosco, dove sono presenti opere di giovani talenti che qui vengono ospitati in residenze artistiche.

Il ristorante del Parco Hotel Granaro non vi deluderà: cucina tradizionale e prodotti a km 0 per piatti gustosissimi con abbinamenti mai scontati.

Parco Hotel Granaro
Alcuni esempi della cucina del Granaro Village

LEGGI ANCHE IL POST CORRELATO SUL GRANARO VILLAGE

 

  1. Sila Grande cosentina – Lorica (San Giovanni in Fiore – Cs)

Affacciata sul romantico lago Arvo, la piccola Lorica, frazione di San Giovanni in Fiore (Cs), è posta a più di 1300 metri di altitudine nella Sila Grande cosentina.

Lago Arvo Lorica
Il lago Arvo

E’ considerata la perla della Sila per il suo paesaggio incantato che quando nevica diventa ancora più suggestivo.

Lorica è oggi una delle località turistiche più conosciute assieme a Camigliatello Silano (Cs) dalla quale dista circa 30 km.

L’Arvo è la sua maggiore attrattiva e molte sono le cose che si possono fare qui oltre che passeggiare e respirare aria pulita: esplorare il lago in kayak o in battello, noleggiare bici o richò o risalire con gli impianti sciistici verso le cime più alte di Botte Donato.

Da Lorica si raggiungono facilmente anche la riserva naturale dei Giganti della Sila, a località Fallistro, area protetta di pini larici secolari gestita dal FAI e la cittadina di San Giovanni in Fiore, patria dell’abate cistercense Gioacchino da Fiore con la sua splendida abbazia.

Giganti della Sila
I Giganti della Sila
Abbazia florense San Giovanni in Fiore (Cs)
Abbazia florense di San Giovanni in Fiore (Cs)

A Lorica si va anche per assaggiare le specialità gastronomiche che solo la Sila sa regalare: al Brillo Parlante, ad esempio, oltre a patate ‘mbacchiuse, salumi e formaggi locali potrete godere di fantastiche grigliate di carne di qualità e belle birre di produzione propria.

Patate 'mbacchiuse della Sila
Patate ‘mbacchiuse della Sila al Brillo Parlante a Lorica (Cs)

Se invece preferite atmosfere più green ed eleganti vi consiglio l’Agriturismo Lorica Parco Natura dove potrete soggiornare in totale tranquillità e mangiare piatti preparati con ottime materie prime.

Agriturismo Lorica Parco Natura
Degustazione di prodotti tipici presso l’Agriturismo Lorica Parco Natura

LEGGI IL POST CORRELATO SUI SAPORI DELLA SILA

 

  1. Mammola – RC

Dulcis in fundo, una tappa a Mammola in provincia di Reggio Calabria, bisogna farla se si viene in Calabria.

Posto sul versante ionico tra l’Aspromonte e le Serre calabresi, Mammola è diventato un rinomato centro d’arte grazie soprattutto al MUSABA, il parco museo all’aperto ideato e realizzato dall’artista Nik Spatari.

Il MUSABA di Nik Spatari a Mammola (RC)

LEGGI IL POST SUL MUSABA di Jamaluca.com

Fra i suoi capolavori spicca “Il sogno di Giacobbe” da molti ribattezzata ‘Cappella Sistina calabrese’ e che attrae visitatori da ogni dove.

L’opera “Il sogno di Giacobbe” di Nik Spatari, ribattezzata ‘Cappella Sistina calabrese’ al MUSABA di Mammola (RC)

Mammola è molto vicina a Locri, altra grande città magno-greca che ha fatto la storia di questi luoghi; è ricca inoltre di numerose tracce lasciate dalla presenza dei monaci bizantini, sia nelle tradizioni che nelle architetture medievali.

Da sempre legato all’artigianalità e al mondo contadino, Mammola è anche la capitale dello stocco, protagonista indiscusso di diverse preparazioni tipiche, una più buona dell’altra.

Lo stocco o stoccafisso altro non è che il merluzzo norvegese che si conserva per essiccazione come il baccalà; oggi questo pesce rientra nei PAT della regione e spesso si viene qui anche solo per assaggiare questa specialità.

Venite a Mammola e fermatevi da Alessandra Ieraci, chef-artista de La Nicchia di Cassandra: il suo estro e la sua passione per la cucina vera e autentica vi farà innamorare dei suoi piatti, tutti rigorosamente made in Calabria.

I meravigliosi piatti de La nicchia di Cassandra – Made in Mammola (RC)

LEGGI IL POST CORRELATO SULLO STOCCO E LA NICCHIA DI CASSANDRA-MADE IN MAMMOLA

 

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3 thoughts on “Un tour enogastronomico in Calabria: 10 luoghi da vedere e assaporare

  1. Ciao Giulia!

    Un bellissimo tour di saperi e sapori della nostra terra!

    La Calabria ha davvero tutte le carte in regola per presentarsi ad un turismo in cerca di
    cultura, natura, tradizioni e bontà enogastronomiche uniche!

    Un abbraccio

    Mimì, o Domenica, fai tu!🥰🙏

      1. Anche su questo, carissima, mi trovi perfettamente d’accordo con te!

        Occorre lavorare bene, ma anche fare rete, a mio parere!

        È la cosa che più manca in questa nostra Regione, dove la frammentazione regna sovrana!

        In ogni settore, purtroppo!

        Un abbraccio immenso!

        Mimì

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