Baci di dama alla calabrese, una specialità della pasticceria lametina

Sono tondi, farciti di crema alla vaniglia, pistacchio o marmellata e poi inzuppati per metà nel cioccolato: sono i Baci di dama alla calabrese, pasticcini tipici di Lamezia Terme (Cz)

Simbolicamente ricordano l’unione di due labbra o la bocca femminile: sono i Baci di dama, i famosi pasticcini caratterizzati da due biscotti di pasta frolla tenuti assieme da una golosa crema. Sulla nascita di questi dolci non ci sono notizie certe: sarebbero nati alla fine dell’Ottocento a Tortona, in provincia di Alessandria, a base di nocciole del Piemonte, successivamente sostituite con le più costose mandorle[1].

Un’altra storia li vuole nati dalla fantasia del cuoco di casa Savoia, che per accontentare il desiderio di Vittorio Emanuele II di assaggiare un dolce nuovo, creò nell’autunno del 1852 i Baci di dama. Questa delizia fu talmente apprezzata dal re che da quel momento in poi divenne richiestissima dalle casate reali italiane ed europee.

Ma dei Baci di dama troviamo diverse varianti, da quelli liguri di Alassio (Baci di Alassio[2]) dove si aggiungono cacao e miele ai biscotti, a quelli toscani, detti Panforte delle dame[3] (una particolare versione del panforte al cioccolato), a quelli di Alba[4], Cherasco[5], Assisi[6] o Courmayeur[7].

Anche in Calabria, dove non ci facciamo mancare mai niente, i Baci di dama sono biscotti caratteristici di Lamezia Terme (Cz): due dischi di pasta frolla tenuti insieme da una morbida crema alla vaniglia (nella versione classica e più tipica), ma anche con marmellata, pistacchio, nocciola o cioccolato.

Baci di dama alla calabrese di Lamezia Terme
I Baci di dama alla calabrese (Pasticceria Ferrise Dolce di Lamezia Terme)

La particolarità di questi Baci di dama è quella di essere coperti per metà da un sottile strato di cioccolato fondente che oltre a renderli ancora più golosi, dona loro un lato croccante. Si preparano anche a Bagnara Calabra (RC), patria del più famoso torrone: qui si chiamano monacini e sono genericamente ripieni di marmellata di albicocche.

Baci di dama alla calabrese Lamezia Terme
Baci di dama ripieni di marmellata (Pasticceria Ferrise Dolce di Lamezia Terme)

La frolla dei Baci di dama lametini si prepara con farina, burro, zucchero, uova, lievito e vanillina; si creano delle palline che diventeranno i biscotti, che una volta raffreddati verranno farciti. Dopo aver fatto combaciare e compresso le due parti, il Bacio verrà immerso per metà nel cioccolato fuso lasciato poi solidificare.

Baci di dama alla calabrese Lamezia Terme
Baci di dama alla calabrese nelle diverse varianti (Pasticceria Ferrise Dolce di Lamezia Terme)

Dunque, ad ognuno i suoi Baci di dama: a Lamezia Terme potete assaggiarli in tutti i gusti presso le famose pasticcerie Ferrise Dolce e Pullì Pietro, magari accompagnati da un buon caffè espresso.

Baci di dama alla calabrese Lamezia Terme
Baci di dama alla calabrese nella versione classica alla vaniglia e alla marmellata (Pasticceria Ferrise Dolce di Lamezia Terme)

Pasticceria Ferrise Dolce Di Alessandro Ferrise

Via XX Settembre, 106, 88046 Lamezia Terme (CZ)

Telefono: 0968 446002

 

Pasticceria Pulli’

Viale Guglielmo Marconi, Lamezia Terme (Cz)

Telefono: 0968 438528

 

 

Sitografia

it.wikipedia.org

www.lameziaterme.it

lorenzovinci.it

 

[1] Oggi i Baci di dama di Tortona appartengono alla lista dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) della regione Piemonte. Alla fine del 1800 il Cavalier Stefano Vercesi decise di modificare la ricetta dei già famosi Baci di Dama, sostituendo le nocciole, prediligendo le mandorle e aggiungendo nel morbido impasto il cacao. Nascono così i “Baci Dorati”. Presentati alla fiera internazionale di Milano nel 1906 vinsero la medaglia d’oro, massimo riconoscimento di pasticceria del tempo.
[2] Questa variante ebbe un tale successo che fu brevettata nel 1919 dal suo creatore, Pasquale Balzola. Ancora oggi sono prodotti secondo l’antica ricetta originale di Balzola e di suo figlio Rinaldo (pasticcere personale del re d’Italia Vittorio Emanuele III dal 1932 al 1938) e giungendo ai giorni nostri.
[3] Si ottiene immergendo pezzi di Panforte nel cioccolato fondente caldo e si serve, una volta raffreddato, con la panna. È detto così per il sapore più delicato e morbido rispetto a quello del Panforte classico.
[4] La pasta frolla delle semisfere è composta da farina di nocciole e mandorle, unite da crema gianduia.
[5] La ricetta è tutt’ora segreta: sono confetti di cioccolato prodotti con le nocciole delle Langhe (varietà Tonda Gentile Trilobata) tostate al forno a legna e con il cioccolato fondente.
[6] Pasticcini rotondi di mandorle e zucchero che prima di essere infornati vengono passati su lamelle di mandorle.
[7] Chiamati anche Petit Mont Blanc, sono delle piccole “montagne” di pasta di cioccolato intrisa di rum che nascondono un cuore di meringa e cioccolato fondente.

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