Profumi e sapori di primavera in Calabria: l’Arancia di San Giuseppe

Una produzione agrumicola esclusiva dell’areale compreso tra le fiumare Gallico e Catona, in provincia di Reggio Calabria: l’Arancia (Belladonna e Biondo tardivo) di San Giuseppe

Gli agrumi calabresi si distinguono dagli altri per le loro eccellenti caratteristiche organolettiche; proprio per questi motivi sono noti ed apprezzatissimi non solo in Italia ma anche all’estero.

Conosciamo bene il bergamotto, (LEGGI IL POST) e le clementine (LEGGI IL POST); meno conosciuta ma molto amata è anche la deliziosa e rara limetta (LEGGI IL POST).

Piretta o limetta di Calabria
Pirette o limette di Calabria

Tra le arance coltivate in Calabria ricordiamo sicuramente il Biondo tardivo di Trebisacce (LEGGI IL POST) che cresce nei dintorni dell’omonimo comune dell’Alto Ionio cosentino fra il mare e le montagne del Pollino.

Biondo Tardivo di Trebisacce
Il Biondo Tardivo di Trebisacce (Fonte: turismo.it)

Sulla scia di quest’ultimo troviamo anche un’altra cultivar che nasce molto più a sud di Trebisacce e che merita sicuramente un posto d’onore. Parliamo dell’Arancia di San Giuseppe.

Come il Biondo di Trebisacce, anche l’Arancia di San Giuseppe è un’autoctona tardiva che, viste le ridotte quantità di raccolto, rappresenta una nicchia di mercato.

Si coltiva a circa 350 metri s.l.m., nella fascia premontana dell’Aspromonte compresa tra le fiumare Gallico e Catona, e prende nome dalla frazione del comune di Reggio Calabria, Villa San Giuseppe.

Arancia San Giuseppe Reggio Calabria
L’Arancia di San Giuseppe

L’Arancia di San Giuseppe, presente nelle varietà Belladonna e Biondo Tardivo[1], è da qualche anno prodotto De.Co, inserita nell’Arca del Gusto della Fondazione Slow Food per la biodiversità.

La pianta è di vigore medio e chioma espansa, di forma rotondeggiante, non molto fitta. Le foglie sono ellittiche, di colore verde intenso, con l’apice leggermente rotondeggiante.

Appartenente alla specie di arancio Citrus sinensis, quest’arancia ha forma ovoidale (o sub-ovoidale) con una buccia di spessore medio e di un color arancio intenso. Pesa circa 200 gr.

Al gusto è dolce (maggiormente tra maggio e giugno), la sua polpa bionda è ricca di succo ed è apirene, cioè senza semi, oppure ne presenta pochissimi (solitamente da 1 a tre).

Possiede una buona concentrazione di vitamina C, fibre, sali minerali e per questo si consiglia di mangiarla fresca o spremuta; è impiegata moltissimo per produrre succhi, marmellate, miele e scorzette candite.

I primi frutti si iniziano ad avere nei mesi di febbraio-marzo e, come nel caso del Biondo di Trebisacce, resistono fino a giugno.

Chiamata localmente ‘u purtuallu longu, secondo gli studi le prime attestazioni dell’Arancia di San Giuseppe risalirebbero alla fine dell’800.

Nella Relazione sullo stato fisico-economico-agrario della prima Calabria ulteriore il prof. Giuseppe Antonio Pasquale descrive le coltivazioni di agrumi del reggino, elogiando la qualità delle arance di San Giuseppe:

[…] “Sono eccettuati le arance di S. Giuseppe, comune del Mandamento di Calanna, a 8 chilometri circa dal mare presso l’origine del fiume di Gallico, nella esposizione di Est, sono le più ricercate in commercio.

I frutti son grossi, con pochi semi e la corteccia forte. Resistono a lunghe navigazioni in preferenza di tutti. Si pagano sempre 1 o a 12 carlini dippiù di quelli di altri siti.

In questo anno 1863 si son pagati a ducati 4,50 (l. 19. 12) il migliaio, e mai meno di ducati 3,40 (l. 14.40)[2].

Nei racconti delle persone del posto si evidenzia infatti che la vendita delle Arance di San Giuseppe era molto remunerativa e sosteneva l’economia di questa zona.

Sono dette anche ‘arance dello zar’ perché erano esportate addirittura in Russia, amatissime dalle corti degli zar e dei notabili fino al periodo della Rivoluzione d’ottobre nei primi decenni del ‘900[3].

Arancia San Giuseppe apirene
L’Arancia di San Giuseppe è solitamente apirene, ovvero senza semi

Per la prima volta nel 2019 si è svolta la ‘Festa dell’Arancia di San Giuseppe’ che ha riscosso un notevole successo.

L’augurio è che dopo le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria da Covid-19 questa festa possa essere un appuntamento fisso per rendere omaggio a questo importante e speciale agrume calabrese.

L’Arancia di San Giuseppe è stata inoltre inserita dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Calabria (PAT).

 

 

[1] Probabile mutazione del Belladonna.
[2] Giuseppe A. Pasquale, Relazione sullo stato fisico-economico-agrario della prima Calabria ulteriore, Napoli 1863, pag. 272
[3] Si racconta infatti che Arance di San Giuseppe fossero particolarmente gradite nel celebre palazzo di Livadija in Crimea, la residenza estiva degli zar di Russia.
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