Saint-Émilion, vino rosso, bollicine e macarons

Saint-Émilion, un borgo incantato sospeso nel tempo e immerso nel verde della campagna bordolese, tra prestigiosi rossi, spumanti champenoise e antichi pasticcini

Posto sulla riva destra del fiume Dordogna, a 35 km a nord-est di Bordeaux, il villaggio medievale di Saint-Émilion rappresenta in Francia un raro gioiello di storia, arte e bellezza. La sua fama nel mondo è fondamentalmente legata alla viticoltura.

Saint-Émilion panorama
Panorama dall’alto di Saint-Émilion

Qui si producono vini rossi fra i più raffinati e quotati e non a caso la giurisdizione di Saint-Émilion è stata riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità nel 1999 (quest’anno ha festeggiato i primi 20 anni) per l’unicità del suo “paesaggio culturale”.

Saint-Émilion vigneti
Vigneti e chateaux

E non è difficile comprenderlo quando si resta incantati osservando questo magico borgo, intriso di spiritualità. Saint-Émilion prende nome dal monaco bretone Émilionis che decise, nell’VIII secolo, di ritirarsi in preghiera in una grotta non lontana da Ascumbas (l’antico nome della città).

Attraverso i suoi miracoli e la sua generosità, diventò famoso e attirò molti discepoli che vollero unirsi a lui; Émilionis evangelizzò la popolazione creando una città monastica che successivamente i suoi seguaci ribattezzarono proprio Saint-Émilion.

Morì probabilmente il 6 gennaio del 767, dopo aver trascorso gli ultimi 17 anni da eremita e durante i quali venne costruita la Saint-Émilion che ancora oggi possiamo ammirare.

Saint-Émilion è un museo all’aria aperta: sono monumenti storici unici la maestosa Torre del Re o il bellissimo Campanile che regala una vista mozzafiato sulle vigne, ma impressionante è senza dubbio la chiesa che si trova sotto quest’ultimo.

Saint-Émilion, il Campanile
Il bellissimo Campanile e l’ingresso della chiesa monolitica

Nascosta quaggiù, è stata ricavata da un unico blocco di pietra calcarea scavata agli inizi del XII secolo; le sue proporzioni la rendono la chiesa monolitica sotterranea più grande d’Europa.

Saint-Émilion, chiesa monolitica
Interno della chiesa monolitica © STEVE LE CLECH (Thanks to Ufficio del Turismo di Saint-Émilion)

Saint-Émilion possiede una fitta rete di gallerie sotterranee lunghe 200 km poste su più livelli: è da queste che venne estratto il materiale per costruire i maggiori monumenti non solo della città ma anche della vicina Bordeaux.

Ma le peculiarità di Saint-Émilion non sono certo finite.

Il valore dei secolari vigneti di Saint-Émilion nasce dal perfetto connubio fra una geologia e un microclima eccezionali: i Romani investirono nel terroir locale già nel II secolo d.C. piantando qui le loro viti.

Saint-Emilion, merlot
Filari di merlot

La qualità dei vini di Saint-Émilion è disciplinata dalle sue appellations: su una superficie vitata di 5400 ettari sorgono circa 800 chateaux.

Ma sono tre i gradi di classificazione più alti (detenuti da sole 92 cantine!), con regole molto rigide che permettono esclusivamente la produzione di rossi (Gran Cru Classè: 64 chateaux; 1er Grand Cru Classè: 14 chateaux; 1er Grand Cru Classè A: 4 chateaux[1]); questa classifica viene ricontrollata ogni dieci anni.

Le uve che concorrono ai prestigiosi vini di Saint-Émilion sono solo tre: merlot, cabernet franc e cabernet sauvignon. In quantità molto minori si coltiva anche il malbec; questi vitigni tipicamente bordolesi, dalle caratteristiche importanti, regalano nettari destinati ad invecchiare e a diventare costosissime etichette ambite da tutti gli appassionati del settore.

Saint-Émilion

Nel cuore di Saint-Émilion si trova anche il Chiostro dei Cordeliers, convento costruito nel 1338 da frati francescani. Per quattro secoli, fino alla Rivoluzione Francese, occuparono questo sito che aveva una chiesa, un giardino, un edificio principale con sei camere da letto e anche un piccolo vigneto con annessa cantina (www.lescordeliers.com).

Saint-Émilion, Chiostro dei Cordeliers
Chiostro dei Cordeliers (Thanks to Ufficio del Turismo di Saint-Émilion)

Alla fine del XIX secolo, i proprietari decisero di utilizzare le sue lunghe gallerie sotterranee per realizzare dei Crèmant de Bordeaux, spumanti metodo classico blanc des blancs da sèmillon, e blanc des noirs da merlot e cabernet franc.

Spumanti Les Cordeliers
Spumantizzazione dei vini Les Cordeliers nella loro cantina sotterranea

Vini in tiratura limitata che vengono venduti solo in territorio francese, diventati una tipicità di Saint-Émilion.

Saint-Émilion, spumanti metodo classico di Les Cordeliers
Gli spumanti metodo classico di Les Cordeliers

Il Cordeliers è oggi un suggestivo bar-ristorante che permette di fare un delizioso pic-nic nel giardino del convento scegliendo e acquistando prodotti locali da mettere all’interno del cestino[2].

Saint-Émilion, albero dei tappi Les Cordeliers
Nel giardino del Chiostro dei Cordeliers si trova un albero di tappi: una simpatica tradizione vuole che si esprima un desiderio legando un tappo del loro spumante con il nastro della scatola dei macarons. Quando quest’ultimo di sarà sciolto, il desiderio si avvererà.

Saint-Émilion è inoltre sinonimo di macarons. Non i classici colorati a cui siamo ormai abituati, ma semplici ed originali pasticcini alla mandorla, simili ai nostri amaretti ma molto più delicati e sottili, nati in questo paese nel lontano 1620 dalle mani delle suore Orsoline, la cui madre superiore si chiamava Sorella Lacroix.

Macarons
Macarons in preparazione © GUILLAUME LE BAUBE (Thanks to Ufficio del Turismo di Saint-Émilion)

Dopo la Rivoluzione Francese questa ricetta fu raccolta da una donna che più tardi la diede ad una vedova chiamata Madame Goudichaud, madre di Madame Grandet. Dopo la morte di quest’ultima, passò nelle mani di suo figlio maggiore, Joseph Grandet che divenne da quel momento in poi il detentore del marchio dei veri macarons di Saint-Émilion.

Anche dopo secoli di storia la qualità di questo prodotto continua ad essere molto alta; la ricetta originale è segreta e tramandata di generazione in generazione solo alle persone designate. Gli ingredienti sono le mandorle, dolci e amare pestate a mano, albume d’uovo fresco e zucchero.

Macarons
Preparazione dei macarons originali © GUILLAUME LE BAUBE (Thanks to Ufficio del Turismo di Saint-Émilion)

Vino e macarons presto divennero un binomio perfetto: alla Fiera Mondiale di Parigi del 1867 i produttori dei migliori vini di Saint-Émilion affiancarono ai loro rossi d’annata diverse scatole di pasticcini che offrirono alla giuria. Fu un vero successo, che fece risaltare il valore e il gusto di entrambi.

Saint-Émilion, macarons e vino
Macarons e bollicine

Oggi i veri macarons di Saint-Émilion a marchio registrato sono a firma di Nadia Fermigier, succeduta a Madame Blanchez, ed è possibile acquistarli presso il negozio e laboratorio al numero 9 di Rue Guadet in deliziose scatole vintage da 12, 24 o 36 (www.macarons-saint-emilion.fr).

Saint-Émilion, i macarons di Nadia Fermigier
Macarons, gli originali di Nadia Fermigier

 

Post in collaborazione con l’Ufficio del Turismo di Saint-Émilion (www.saint-emilion-tourisme.com).

 

[1] Saint-Émilion Premier Grand Cru Classè ‘A: Château Angélus, Château Ausone, Château Cheval Blanc, Château Pavie
[2] Nel giardino del Chiostro dei Cordeliers si trova un albero di tappi: una simpatica tradizione vuole che si esprima un desiderio legando un tappo del loro spumante con il nastro della scatola dei macarons di Saint-Émilion. Quando quest’ultimo di sarà sciolto, il desiderio si avvererà.

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