Adelfia, l’uva e San Trifone

Feste e tradizioni in provincia di Bari: Adelfia, capitale dell’uva Regina, si anima di luci, colori e sapori per celebrare il suo santo patrono, San Trifone

Adelfia è un comune del sud est barese a ridosso dei primi pendii delle murge centrali, a circa 150 metri s.l.m.; significa “fratellanza”, nome voluto da re Vittorio Emanuele III quando, il 29 settembre 1927 con il decreto n. 1903, vennero uniti in un solo nucleo i due antichi rioni Canneto e Montrone, fino ad allora autonomi. Nonostante la vicinanza questi avevano spiccate differenze culturali soprattutto nel dialetto e nelle tradizioni che hanno reso difficile un’identità cittadina unitaria.

Adelfia
Adelfia (BA), scorci del paese

Da qui passarono Greci, Romani, Goti, Longobardi, Franchi, Saraceni e Normanni: con queste premesse e visti i suoi due centri storici nati separatamente attorno all’Anno Mille, Adelfia vanta un singolare patrimonio architettonico: separati fino agli inizi del XX secolo, hanno sviluppato ciascuno opere diverse, palazzi nobiliari diversi, chiese e anche tradizioni religiose diverse. La croce di una stele situata su corso Vittorio Veneto, presso l’attuale municipio, ne segnava gli antichi confini.

Grazie ad una sapiente scelta delle varietà da allevare, alla gestione delle coltivazioni e delle innovazioni che si sono succedute nel corso degli anni, l’economia di Adelfia è basata oggi sulla produzione di uva da tavola: la particolare vocazione del territorio e soprattutto le caratteristiche del terreno, hanno contribuito a renderlo il maggiore produttore a livello nazionale.

Nei primi anni del ‘900 ad Adelfia dominavano il grano e la vitis vinifera, l’olivo e i legumi, colture praticate da sempre in Puglia e legate a tecniche tradizionali. Già prima era famosa per la produzione di ottimi vini; dopo la fine della Prima Guerra Mondiale si iniziò a produrre uva da tavola, tanto che nel 1930 furono diramati i disciplinari in cui si cita più volte la città di Adelfia per la baresana, varietà nota localmente come “uva di raca”.

Altre varietà prese in esame furono la chasselas dorè (detta scsclacch) o la panse precoce (o sicilien) oppure la luglienga (o S.Anna) per via del suo periodo di maturazione; ma la svolta per Adelfia e per i comuni limitrofi fu con l’uva regina.

Adelfia uva regina pizzutella
Adelfia (BA) varietà di uva regina pizzutella (Fonte: pinterest.it)
Adelfia uva regina mennavacca
Adelfia (BA) varietà di uva regina mennavacca (Fonte: tipicadelfia.wordpress.com)

La Regina[1] (presente in due diverse varietà locali dette mennavacca e pizzutella per la forma più o meno allungata degli acini) è un’uva dalle qualità insuperabili che nelle zone centro-settentrionali d’Italia risultava di difficile coltivazione; ciò ha decretato Adelfia come la capitale dell’uva e le fece assumere così nel tempo un paesaggio unico, una vasta macchia verde che spiccava nel grigio degli uliveti pugliesi.

Si estese dunque l’allevamento della vite a tendone, qui dove dominava l’alberello; sono presenti altre uve come il primus e il moscato nero, entrambe di nicchia. I vini di Adelfia sono molto interessanti: dal primitivo, vitigno principe della zona, nascono ottimi prodotti diventati espressione di questo territorio che ci regala nettari robusti, alcolici ma raffinati e di grande bevibilità.

Adelfia uva da tavola e vino
Adelfia (BA), l’uva da tavola il vino a base di primitivo

La cultura di un territorio passa anche attraverso la religione: Adelfia è nota soprattutto per la sua festa più importante, quella di San Trifone, martire e patrono di Montrone che secondo la tradizione protesse il paese durante l’epidemia di peste del 1691 e scacciò un’invasione di cavallette.

Adelfia statua di San Trifone
Adelfia (BA), statua di San Trifone martire
Adelfia Festa di San Trifone
La processione del quadro di San Trifone ad Adelfia (BA)

Ogni anno, dal 1 all’11 di novembre Adelfia si anima di luci, colori e di musica; nei giorni conclusivi si può assistere alla celebre gara di giochi pirotecnici che, proprio per la sua particolare impostazione fatta di grossi botti cadenzati nel cielo, attira turisti e curiosi da diverse zone d’Italia. Ma San Trifone è ben altro che una festa patronale: è un momento di aggregazione e condivisione per tutta la comunità adelfiese.

Adelfia gara di giochi pirotecnici per San Trifone
La gara dei giochi pirotecnici per San Trifone ad Adelfia (BA)

Lo spirito della festività si respira a pieni polmoni nelle strade principali del paese stracolme di gente, illuminate dalle meravigliose luminarie della storica ditta Faniuolo che nel tempo sono diventate un’istituzione; Adelfia si trasforma così per qualche giorno in un luogo magico, dove il sacro si mescola al profano.

Adelfia le luminarie di San Trifone
Le luminarie di San Trifone ad Adelfia (BA) della storica ditta Faniuolo

Il clou dei festeggiamenti parte la sera del 9 novembre quando il quadro del santo viene portato in processione fino in piazza dalla quale viene lanciata una mongolfiera artistica, mentre il 10, alle quattro del mattino, il colpo di cannone richiama i cittadini di Adelfia alla prima solenne messa nella parrocchia di San Nicola di Bari, a cui fanno seguito i concerti bandistici.

Adelfia festa di San Trifone
Adelfia (BA) e la festa di San Trifone

Altra particolarità per San Trifone ad Adelfia è la riffa, ossia l’asta che permette ai fedeli di portare a spalla la statua del santo. Un vero e proprio spettacolo assieme alla processione che si conclude con la consegna delle chiavi della città al vescovo.

San Trifone è anche gastronomia: l’aria durante queste giornate profuma di carne arrosto in quella che è detta “sagra dell’agnello“: presso gli stand allestiti per strada e muniti di grandi graticole si possono degustare le costatine scottadito e le ‘nghimmiredde (interiora) sempre di agnello, con cui si “aprono” i festeggiamenti, assieme a sedano, pane, formaggio piccante ed olive accompagnati da buon vino novello, rigorosamente locale.

Adelfia Festa di San Trifone graticole con carne di agnello
Adelfia (BA) e le caratteristiche graticole con la carne di agnello alla brace durante la festa di San Trifone
Adelfia carne di agnello alla brace
Adelfia (BA): le ‘nghimmiredde e le costatine di agnello per la festa di San Trifone

Il sedano è una particolarità di questo periodo: anticamente si mangiava per accompagnare la carne di agnello visto che non si aveva la possibilità di acquistare cibo più raffinato o dolci. Un tempo per le strade di Adelfia si trovavano in tutti gli angoli caratteristici carretti, pieni zeppi di questo ortaggio povero ma buono.

Adelfia sedano festa di San Trifone
Adelfia (BA) e la tradizione del sedano per la festa di San Trifone

Questa festa rappresenta un rituale che prevede ben 12 mesi di preparazione; il comitato che se ne occupa è una vera e propria macchina organizzativa: dalla raccolta del denaro, alla ricerca degli sponsor, dalle luminarie ai maestri fuochisti, tutto è curato con minuziosità. Ne trapela l’entusiasmo e la devozione non solo verso il santo, ma verso un passato che tutti ad Adelfia vogliono preservare, tramandando di generazione in generazione queste tradizioni intrise dei valori autentici di una volta.

Adelfia costume di San Trifone
Adelfia (BA) costume di San Trifone

 

Bibliografia

Costantino Pirolo, Fortunato Cataldi, Adelfia “Regina” dell’uva, Uniongrafica Corcelli Editrice, Bari

 

[1] E’ una cultivar “naturale” di origine antichissima (pare che fosse coltivata in Medio Oriente ancora prima dell’era cristiana). Risulta diffusa in tutte le nazioni viticole dove è conosciuta con diversi sinonimi (‘Dattier de Beyrouth in Francia, Rhazaki in Grecia, Rosaki in Spagna, ‘Azuf Alì in molti altri paesi dell’Est europeo). E’ rappresentata in coltura da tipi diversi; non è dato sapere quando venne introdotta in Italia, ma autori come Plinio e Virgilio fanno riferimento alla probabilmente alla varietà mennavacca; verso il ‘600 si parla di una Inzolia Imperiale o di Napuli, considerata uno dei sinonimi più accertati dell’uva Regina, assieme poi a Inzolia Parchitana, Provolona o Pergolona.

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