Una carta dei vini nella trilogia di Cinquanta Sfumature

La trilogia dei film di Cinquanta sfumature quest’anno volge al termine: la fortunata saga che ha fatto impazzire tutte noi donne, appassiona anche i winelovers con una carta dei vini “nascosta” tra le sue righe

Quest’anno con Cinquanta Sfumature di Rosso, film in uscita nei cinema nel mese degli innamorati, si conclude la famosissima trilogia che ha appassionato milioni di lettori prima, e di spettatori poi. La storia d’amore fra Anastasia Steele e Christian Grey ha fatto sognare tutte noi (diciamocelo pure), nonostante le molte critiche riguardo le scene non propriamente romantiche.

In Cinquanta Sfumature, il vino è stato spesso protagonista: Christian Grey, in molte occasioni sfoggia una cultura enologica non indifferente. La scrittrice E.L. James ha puntato tutto sulla figura di quest’uomo, bello, ricco, misterioso ed affascinante, che proprio per questo non poteva non amare ed apprezzare il buon vino (nel film basta aguzzare la vista per scorgere la sua personale cantina super-mega-moderna nel suo lussuosissimo appartamento!).

Ma veniamo al vino: le etichette scelte da Mr. Grey sono diverse, pensate per le varie situazioni e nella maggior parte dei casi abbinate al cibo: chi non si innamorerebbe di uno così? Quindi, passiamo in rassegna la selezione delle meraviglie contenute nei tre capitoli.

Uno dei brindisi di Christian Grey ed Anastasia Steele nella saga di Cinquanta Sfumature (Fonte: turismo.it)

Partiamo dal Pouilly Fumé, un vino bianco secco a base di sauvignon blanc della Valle della Loira, senza dubbio il vitigno principe di questa zona vitivinicola francese; grazie ai suoi particolari terreni si esprime al meglio nelle sue note di frutta esotica, minerali e “affumicate”, con la sua elegante sapidità. Christian ci abbina dell’uva rossa e bianca, del formaggio e una baguette.

Sancerre: un altro vino bianco secco, fine ed elegante, dall’acidità spiccata che nasce anch’esso in Francia nella Valle della Loira sulla riva opposta a Poully, là dove il sauvignon blanc abbiamo detto fa da padrone. Per accompagnarlo vengono scelti pasti con ostriche, merluzzo, asparagi e patate con salsa olandese, oppure pasta alle vongole o anche agnello piccante, salsa di yogurt, pita, hummus e foglie di ripiene.

Sceglie anche un Pinot grigio: questo nasce dall’omonimo vitigno ed è0, con tutta probabilità una mutazione genetica del pinot nero, ed appartiene al gruppo di quelle uve cosiddette “internazionali”, di origine francese ma ampiamente coltivate in tutto il mondo. Il pinot grigio varia di colore in base alla sua vinificazione: se la fermentazione avviene lontano dalle bucce, si ottiene un vino dai toni più chiari e limpidi, mentre se la maturazione avviene a stretto contatto con le bucce, si ottiene un vino dal colore ramato. Piatti abbinati: zuppa di ortiche e cervo, pollo saltato e spaghettini cinesi.

Champagne Bollinger Grande Annèe Rosé 1999 (Fonte: nettarietruschi.it)

Restando in questa parte del mondo, passiamo agli champagne: il Bollinger Grande Annèe Rosé 1999 assieme al Cristal sono quelli presentati: il primo è rosato, della nota e secolare casa Bollinger; la Grande Annèe è la definizione che la cantina ha dato a questa etichetta che rappresenta per loro “il grande millesimato”[1], prodotto solo in occasione delle vendemmie migliori nella Vallée de la Marne con pinot nero, chardonnay e vin rouge, da vigneti Gran Cru e Premier Cru.

Champagne Cristal della maison Louis Roederer (Fonte: www.louis-roederer.com)

E’ un vino molto fresco, elegante e complesso per via delle sue intense note floreali, minerali, molto equilibrato. In Cinquanta Sfumature viene bevuto più di una volta dai protagonisti per festeggiare, e in abbinamento viene proposto con salmone affumicato, pernice arrosto, insalata di fagiolini e patate Dauphinoise.  L’altro champagne è il mitico Cristal della maison Louis Roederer.

Nato nel 1876 per soddisfare il gusto esigente dello Zar Alessandro II, per accentuare la singolarità di questo champagne d’eccezione, fu appositamente creata una bottiglia di cristallo a fondo piatto da cui prenderà il nome, esaltandone la trasparenza e la luminosità. Anche il Cristal è elaborato solo nelle “grandi annate”, con uve chardonnay e pinot nero; un vino unico, equilibrato e persistente, vellutato, che svela note di frutti bianchi e agrumi, dotato di una grande mineralità e freschezza che lo rende uno champagne molto adatto all’invecchiamento. E’ abbinato ad ostriche seguite da branzino con asparagi, patate saltate e salsa olandese.

Sempre fra i bianchi c’è anche lo Chablis: vino prodotto con uve chardonnay di Borgogna, che proprio in questa terra esprime al meglio le sue caratteristiche di vitigno internazionale, rinomato per la purezza del suo aroma e del suo gusto. Grazie al clima di questa regione, lo chardonnay possiede una altissima acidità con sapori meno fruttati rispetto ad altre zone più temperate; ha impronte minerali di pietra focaia e grafite, e talvolta una nota definita “d’acciaio”. Christian e Ana degustano questo vino accompagnandolo con una Caesar salad.

Anche il nostro Prosecco rosé (pale pink) fa capolino: lo spumante italiano a rifermentazione charmat ottenuto da uve di pinot nero e chardonnay, dal colore rosa “pallido”, dai sentori fruttati e di buon corpo e struttura. Viene scelto anche il nostro Frascati (di cui vi ho parlato abbondantemente in un altro post), in accompagnamento con bruschetta, risotto o con un antipasto misto.

Saltando di continente arriviamo al Sud Africa con il Vin de Constance 2004 Klein Constantia: si tratta di un vino bianco dolce ottenuto da muscat de Frontignan (moscato); dal colore dorato, al naso è ricco di note tropicali, di ananas essiccato, mango e caramello. Al palato è fresco e richiama nuovamente la frutta esotica. Accompagna perfettamente una torta morbida di nocciole in crosta di zucchero, fichi canditi, zabaione e gelato d’acero.

Passando ai rossi della carta dei vini di Cinquanta Sfumature, iniziamo con un Barossa Valley Shiraz: prodotto nella Barossa Valley, considerata da molti come la migliore zona vinicola dell’Australia, è a base di shiraz (o syrah), vitigno internazionale che in questa parte del mondo ha trovato modo di distinguersi dagli altri. E’ un vino corposo, molto fruttato, speziato, elegante ed equilibrato, che mantiene una buona freschezza. Viene servito con bistecca di manzo a media cottura, salsa bernese, patate fritte e verdure.

Altri vini sono l’Alban Estate Roussanne 2006 e il Grenache 2006: ci troviamo in California stavolta, nella zona della Edna Valley. Il primo è ancora un bianco fermo, strutturato da uve roussanne, ed è un ricco mix di note di miele, petrolio, nocciola e scorza di limone; la sua complessità lo rende simile ad un vino rosso ed accompagna una tartare di salmone con panna acida e cetriolo su un letto di pane tostato. L’altro della stessa cantina è un rosso rubino intenso da uve grenache, fruttato, con sentori di cioccolato e liquirizia, robusto e di corpo, abbinato a formaggi locali e pane.

Tornando in Francia uno Châteauneuf-du-Pape Vielles Vignes 2006 Domaine de la Janasse: uno dei vini AOC (Appellation d’Origine Contrôlée) della regione vitivinicola Côtes du Rhône; in questo caso è un vino rosso dal colore profondo e scuro, con aromi di frutta a bacca nera, spezie ed erbe selvatiche, è fresco, dai tannini eleganti e setosi, destinato ad un ottimo invecchiamento. L’appellativo francese Vielles Vignes è dato a quei vini prodotti da vigne molto vecchie, che rendono molto meno in quantità e molto più in qualità. In una cena è accostato al petto d’anatra arrosto con purè di topinambur, composta di ciliegie al timo e foie gras.

 

 

Sitografia

www.louis-roederer.com

www.champagne-bollinger.com

www.kleinconstantia.com

www.albanvineyards.com

www.lajanasse.com

www.50sfumatureitalia.it

 

 

[1] Per millesimato s’intende uno spumante prodotto da vini di una singola annata e da una stessa vendemmia con caratteristiche particolari, e ne riporta l’anno in etichetta.

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