Esotico di Calabria: l’annona cherimola

Dalle terre calabresi del bergamotto un altro frutto speciale, tutto esotico: l’annona cherimola

Calabria: un’oasi di biodiversità. In pochi sanno che nel profumato regno del bergamotto cresce un frutto particolare, a metà tra un carciofo ed una pigna, dal gusto raffinato e particolarissimo che viene da lontano: si tratta dell’annona cherimola, esotica sia per forma che per gusto, che ha “trovato casa” proprio lungo la fascia costiera e pre-collinare della provincia di Reggio Calabria, e che resta quasi del tutto sconosciuta essendo difficile da reperire nei mercati ortofrutticoli.

Frutto delicato e prezioso, l’annona era coltivata già dai popoli Inca negli altipiani andini[1]; in Italia sono pochissime le zone in cui è presente: nella provincia reggina, precisamente lungo l’area che va da Bagnara Calabra a Gioiosa Ionica (ma anche nella Sicilia orientale, nella zona di Roccalumera in provincia di Messina), ha trovato un habitat ideale dove crescere e caratterizzarsi, ricevendo così la De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine) “Annona di Reggio”.

L’annona cherimola, il frutto esotico che cresce nella provincia di Reggio Calabria (Fonte: turiscalabria.it)

L’annona è arrivata in Europa grazie agli Spagnoli[2] nel corso del XVI secolo; prima che in Calabria, è sbarcata in Sicilia, dove nel 1797 a Palermo, presso l’Orto Botanico, si sperimentò la prima semina di annona cherimola per avere nuovi frutti da utilizzare in pasticceria e non solo. A Reggio e dintorni si è diffusa nel corso dell’800 ed ormai sono più di sue secoli che ne è diventata un prodotto tradizionale. Dalle varietà coltivate e cioè la Fino de Jete e la Campas, ne sono derivate alcune varianti locali, risultato di una selezione naturale favorita sia dai climi che dall’opera degli agricoltori.

L’annona cherimola (Annona Cherimolia Mill) o anona, è un frutto appartenente alla famiglia delle Annonacee, specie originaria di alcuni paesi centro meridionali dell’America latina (Perù, Ecuador, Bolivia, Colombia e Argentina settentrionale). Il suo albero si presenta piccolo, alto al massimo 7 metri, eretto, a chioma aperta, con rami pelosi e grigiastri. Nei climi tropicali originari, è sempreverde, mentre nelle aree temperate si comporta come specie caducifoglia. Le foglie sono alterne, ovate ed ellittiche, di color verde opaco superiormente e pelose sulla pagina inferiore; cadono in primavera, poco prima del germogliamento, a partire da aprile.

Pianta di Annona Cherimola (Fonte: it.wikipedia.org)

I fiori dell’annona possono essere solitari o riuniti in gruppi di 2-3; i frutti hanno una forma variabile che può essere sferoidale, ovoidale, conica ed appuntita, con una lunghezza tra i 7 e i 12 cm; si raccolgono quando virano dal verde marcato al verde chiaro e dopo la raccolta maturano velocemente e devono essere consumati entro pochi giorni. Generalmente la maturazione del frutto avviene tra fine agosto e settembre, e la raccolta termina verso la metà di dicembre. La polpa, invece, è di consistenza cremosa, biancastra, dal sapore dolce-acidulo molto gradevole che ricorda l’ananas, la fragola e la banana, ed avvolge i numerosi semi duri e scuri, che però si separano facilmente dalla polpa.

Annona cherimola in: “Journal des Observations Physiques, Mathematiques et Botaniques, faites par l’ordre du roy sur les côtes orientales de l’Amérique méridionale & aux Indes occidentales. Et dans un autre voyage fait par le même ordre à la Nouvelle Espagne & aux Isles de l’Amérique“, (Paris-1725) by Louis Feuillee, (1660-1732) – Fonte: commons.wikimedia.org

Nel Reggino, in dialetto, l’annona la chiamano “u nonu i Riggiu”; è un frutto molto versatile, utilizzata per sfornare deliziosi dolci, fare marmellate e gelati, ma anche liquori e distillati, nonché mangiata al naturale, ben matura e fredda, tagliata a metà col cucchiaino oppure a spicchi. Oltre ad essere saporita, l’annona è molto nutriente in quanto ricca di zuccheri, fibre, proteine, ma anche di vitamina C, calcio e potassio; contiene le acetogenine annonacee, sostanze antibatteriche e antiparassitarie, è ricca di antiossidanti ed è ipocalorica.

Prodotto agroalimentare di nicchia, l’annona cherimola è chiamata in diversi modi, da “cirimoia”, traslitterazione italiana del termine, a “graviola” e “chirimoya” (“chirimuya” o “cherimoya”); Mark Twain la chiamò “il frutto più delizioso conosciuto dagli uomini[3]. La consistenza cremosa della polpa dà vita al termine inglese “custard apple”, ossia crema di mela, oppure, per via del suo sapore, è detta anche “fragola del Paradiso”.

 

 

Sitografia

www.vivaigabbianelli.it

www.orsomarsoblues.it

www.famedisud.it

www.fondazioneslowfood.com

 

[1] La Chirimoya è una delle cosiddette “coltivazioni perdute degli Inca”. Era un frutto prezioso per le popolazioni indigene, che la coltivavano con grande cura. La pianta si diffuse poi al Messico meridionale, all’America centrale e al Sudamerica settentrionale, dove venne a contatto con i colonizzatori nel sedicesimo secolo. Ma bisogna aspettare il diciottesimo secolo per vedere i suoi semi esportati in Spagna e Portogallo, a partire dai quali si diffusero in Italia, Egitto e Palestina, per raggiungere poi il resto del mondo (www.fondazioneslowfood.com)
[2] Dalla Spagna, soprattutto dalla valle di Almuñécar, provengono i frutti che a prezzi notevoli sono venduti sui mercati delle grandi città d’Europa come curiosità esotica; l’annona è coltivata anche in Cile, California, Florida e Africa del Sud
[3] Mark Twain (October 25, 1866), “Kau and Waiohinu in Kilauea, June, 1866“. The Sacramento Daily Union

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