Liquirizia, la radice del benessere

La sua pianta è conosciuta con il nome scientifico di Glycyrrhiza glabra L. e appartiene alla famiglia delle Fabaceae (Leguminose Papilionaceae). Fiorisce tra giugno e luglio e il suo fusto raggiunge i 100-150 centimetri di altezza. Il nome liquirizia deriva da due parole greche: “glykys” che significa dolce e “rhiza” che sta per radice. In Italia fu solo dopo il 1930 che la liquirizia trovò il suo posto nel mercato dolciario sotto forma di pastiglia acquistabile in pasticceria o in tabaccheria (per le proprietà antiinfiammatorie utili alla gola dei fumatori). La liquirizia era una pianta importante nell’antico Egitto, in Assiria e in Cina, era già nota nell’antica medicina greca ma solo nel XV secolo è stata introdotta dai frati domenicani in Europa.

La liquirizia di Calabria

In Calabria nasce la migliore liquirizia, definita come la liquirizia cru, con la migliore qualità a livello mondiale. Essa è un prodotto antichissimo, conosciuto da oltre 35 secoli, che cresce in una fascia di latitudine che va dalla Spagna fino alla Cina. La liquirizia è un arbusto perenne a base legnosa alto fino a un metro appartenente alla famiglia delle Leguminose, provvisto di radici fittonanti e di rami che crescono strisciando sul suolo o si interrano dando origine a nuove radici, dalle cui bolliture si ottiene l’estratto vegetale.

Un quarto del fabbisogno nazionale di liquirizia, che si aggira sulle 10 mila tonnellate l’anno, arriva dalla nostra regione, dove il clima è particolarmente favorevole allo sviluppo della Glycyrrhiza.

Esistono diverse varietà ma la più apprezzata è la Glabra.

La liquirizia pura di origine calabrese è particolarmente equilibrata nel gusto dolce-amaro per cui può essere utilizzata senza additivi o altre sostanze edulcoranti, mentre la liquirizia prodotta in altri paesi è molto amara. Tale primato qualitativo ha fatto sviluppare in Calabria l’industria della liquirizia. Consumata prima come bastoncini naturali tratti dalla radice, intorno al 1700 si è incominciato a trarre dalla radice un succo, poi concentrato in liquirizia nera, brillante e profumata, capace oggi di raggiungere i mercati internazionali.

In Italia la liquirizia trova localizzazione quasi esclusivamente in Calabria dove si concentra circa l’80% della produzione nazionale, principalmente proviene dalla zona costiera, in provincia di Cosenza, in particolare l’area di maggiore trasformazione è situata nei comuni di Rossano e Corigliano.

Da sempre la liquirizia ha costituito una potenziale ricchezza, ma soltanto con l’intervento del Duca di Corigliano, che impiantò la prima fabbrica del genere (1715), agli albori dell’industrializzazione, essa divenne una fonte reale di progresso economico. Altre aziende sorsero sempre nel 1700 e sempre nella Sibaritide, ad opera di nobili e ricche famiglie: Amarelli (1731), Abenante (divenuta poi Martucci nel 1808) e Labonia nel territorio del comune di Rossano e Castriota-Scanderbeg (divenuta poi Solazzi) in quello di Corigliano. Nel corso del 1800 l’industria continuò a svilupparsi, conquistando, grazie alla bontà e genuinità del prodotto, i mercati d’Europa e d’America. L’esportazione della liquirizia calabrese si consolidò ed ampliò nella seconda metà del secolo XIX ed ancora nel primo decennio del XX secolo. (1)

La “radice dolce” della liquirizia (Fonte: http://blog.edoapp.it/la-liquirizia-e-le-sue-proprieta/)

Proprietà

Tra le sue proprietà più importanti senza dubbio il contenuto di glicirrizina, da cui deriva l’acido glicirretico, così come la presenza di alcuni flavonoidi. Da queste due sostanze deriva la sua capacità di ridurre il fastidio causato dal reflusso gastroesofageo o dall’ulcera. La liquirizia aiuta a tenere sotto controllo gli acidi gastrici sia masticandone le radici che sotto forma di pastiglie o decotto. Masticare un po’ di liquirizia si rivela un’ottima soluzione anche nel trattamento di alcune affezioni di bocca e gola come afte, herpes e mal di gola.

La liquirizia ha inoltre proprietà antivirali e quindi protegge l’apparato respiratorio da bronchite e raffreddore, facilita la digestione ed è in grado di contrastare l’alitosi. È inoltre l’ideale per chi soffre di pressione bassa e soprattutto d’estate con il grande caldo ha bisogno di qualcosa che la riporti in tempi brevi a livelli normali. Sconsigliata quindi per chi soffre di ipertensione.

La liquirizia si può assumere sotto forma di caramelle, infusi o tisane. Nonostante le sue molteplici proprietà benefiche è però importante non esagerare con il consumo: se assunta in dosi eccessive può causare mal di testa e ritenzione idrica. Devono tuttavia prestare attenzione riguardo l’assunzione di liquirizia i soggetti ipertesi, le donne durante la gravidanza o che assumono farmaci anticoncezionali, coloro che soffrono di sindrome premestruale o di insufficienze renali o epatiche.

Calorie e valori nutrizionali della liquirizia:

100 g di liquirizia contengono 375 kcal, e:

  • Proteine 0 g
  • Carboidrati 93,55 g
  • Zuccheri 70 g
  • Grassi 0,05 g
  • Fibra 0,2 g
  • Sodio 50 mg
  • Potassio 37 mg

Forme in commercio:

Bastoncini di liquirizia

Liquirizia in polvere

Thè e tisane

Caramelle alla liquirizia

Liquori

Miele di liquirizia

 

Liquore alla liquirizia (Fonte: www.italianosveglia.com/liquore_alla_liquirizia-b-91626.html)

Ricetta: Liquore alla liquirizia

Ingredienti:

1 litro di alcool a 95°

200 gr di liquirizia in polvere

1 kg di zucchero

1 litro e mezzo di acqua

Preparazione:

Sciogliere prima lo zucchero e poi la liquirizia, versata poco a poco, nell’acqua che bolle, mescolando in continuazione. Quando lo sciroppo così ottenuto si sarà raffreddato, aggiungere l’alcool, poi imbottigliare. Consumare freddo, possibilmente dopo circa un mese in modo che tutti gli ingredienti si siano ben amalgamati. (2)

 

 

Sitografia

(1)  www.portalecalabria.com

(2)  www.alimentipedia.it/liquirizia.html

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