Un’arancia che fa primavera: il Biondo Tardivo di Trebisacce

Il Biondo Tardivo di Trebisacce: l’agrume dalla particolare stagionalità che cresce tra il mar Ionio e i monti del Pollino

Nel caso aveste nostalgia della vitamina C assunta durante l’inverno, non preoccupatevi.

Nell’elenco calabrese dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) compare anche il Biondo Tardivo di Trebisacce, un’arancia che fa eccezione tra gli altri agrumi della specie, perché possiamo gustarla in primavera o addirittura agli inizi dell’estate.

Gli agrumi nascono nella lontana Cina ed in altre regioni orientali.

La mitologia greca raffigura le arance come le favolose “mele d’oro” del giardino delle Esperidi; l’albero era stato generato in occasione delle nozze tra Zeus ed Era, ed è per questo che i suoi fiori sono diventati simbolo della fecondità e dell’amore.

L’etimologia del termine deriva dal tardo latino acrumen, “agro”; il termine arancia invece, deriva probabilmente dal sanscrito nâga-rang’a, che significa “frutto prediletto dagli elefanti”, giunto in Europa attraverso la parola arabo-persiana na¯rang o dal latino aurum.

L’arancio dolce (citrus aurantium dulcis) si dice che venne portato in Europa dal navigatore portoghese Vasco de Gama nel XIV secolo, tanto che il termine “portogallo” è stato, ed è ancora, sinonimo di arancio in tutto il Mediterraneo.

Tracce della sua presenza però si hanno in antichi testi romani del I secolo d.C.: veniva coltivato in Sicilia dove era chiamato melarancia, il che potrebbe significare che il frutto avesse raggiunto l’Europa via terra.

Secondo altre ipotesi l’introduzione dell’arancio dolce sarebbe avvenuta grazie ai Genovesi alla fine del XIII secolo.

Il Biondo Tardivo di Trebisacce (Fonte: www.turismo.it/gusto/articolo/art/le-arance-fuori-stagione-di-trebisacce-id-7557/)

Il Biondo Tardivo, succoso e profumato, è un’arancia autoctona, che cresce nei dintorni di Trebisacce, comune dell’Alto Ionio cosentino e antichissimo sito protostorico, fra il mare e le montagne del Pollino.

Grazie alla presenza di queste ultime che fanno da scudo alle gelide correnti, la sua maturazione è ritardata, così come la raccolta: lasciarlo sulla pianta, permette infatti di mantenere intatto il suo profilo organolettico, ottimizzandone l’equilibrio fra dolcezza e acidità.

Questi splendidi agrumeti, chiamati qui “vigne”, sono carichi di frutti ovoidali, dal colore chiaro e dalla polpa compatta, di grande qualità, ottenuta grazie alla stabilità del clima, per la vicinanza del mare, e alle caratteristiche dei terreni; fertilizzazione e irrigazione, effettuate nel pieno rispetto dell’ambiente, contribuiscono alla perfetta crescita e conservazione del prodotto.

Tra l’azzurro del limpido mare calabrese e il verde delle colline trebisaccesi, si intrecciano questi giardini, che hanno un profondo legame con il territorio e la cultura locale.

Fra maggio e giugno viene organizzata una festa per questo agrume tipico (VEDI LINK) per valorizzare sia il frutto che la bellezza dei luoghi in cui cresce.

Trebisacce è spesso definita “perla dello Ionio”: insediamento enotro, abitato sin dal Bronzo Medio (XVI secolo a.C.) come testimoniano gli importantissimi resti archeologici di località Broglio, offre ai suoi visitatori paesaggi incantevoli; da quelli marini si passa facilmente a quelli del Parco Nazionale del Pollino e dal centro del paese, dominato dal monte Mostarico, si possono ammirare da una parte e dall’altra, il golfo di Taranto e la piana di Sibari, vista che rende ancora più palpabile lo spirito aleggiante della Magna Grecia.

Il Biondo tardivo oggi, purtroppo deve vedersela con concorrenti spietati come la Spagna e il Marocco e rappresenta un prodotto che necessita di una sempre maggiore tutela.

Deliziosa gustata semplicemente al naturale, anche in cucina è un ingrediente che si presta molto bene in numerose ricette: dalle spremute e macedonie, alle insalate e piatti più elaborati, dai dolci ai liquori e marmellate.

 

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2 thoughts on “Un’arancia che fa primavera: il Biondo Tardivo di Trebisacce

  1. Oggi su Rai Tre Geo & Geo dalle ore 17,40 circa, come ultimo documentario, andrà in onda ( salvo imprevisti per esigenze di palinsesto) il documentario dal titolo: Agrumi di Calabria di Pino Iannelli e Concetta Fratto. “ Lungo la costa ionica calabrese, che ospita borghi antichi, si preservano preziose colture di agrumi che i calabresi hanno saputo tutelare e valorizzare, incrementandone le colture e creando industrie di trasformazione dei preziosi frutti. Una straordinaria ricchezza economica e salutistica. Dal bergamotto al biondo di Trebisacce al limone di Rocca Imperiale. Grazie e Buona visione.

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